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Disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare

Michela Artuzzi

Tabella dei Contenuti

Cosa NON sono i disturbi del comportamento alimentare

Per chi li vive da fuori i disturbi alimentari possono risultare come un capriccio, un modo per attirare l’attenzione ma la verità è che non sono niente di tutto ciò.

Chi soffre di questi disturbi e chi sta accanto a loro sa perfettamente il dolore che si cela dietro al corpo malato, che non è altro che la punta dell’icerbeg che nasconde, poco sotto, grande sofferenza, vuoto interiore, tristezza, sensi di colpa, sentimenti di inadeguatezza e svalutazione di sé.

I disturbi del comportamento alimentare: cosa dicono i dati

Disturbi del comportamento alimentare

In Italia, secondo i dati raccolti dalla Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (Sisdca), sono circa 3 milioni le persone che soffrono di disturbi alimentari; di queste, più del 95% è rappresentato da femmine e la fascia di età maggiormente colpita è quella adolescenziale.

I recenti studi in letteratura riguardo ai disturbi del comportamento alimentare riportano una prevalenza di 0.5%-1.0% per l’anoressia nervosa, di 0.5%-3.0% per la bulimia nervosa e di 1.0%-2.6% per il disturbo da binge eating in adolescenti e adulti; nello specifico, nella popolazione adolescenziale circa il 5.7% delle femmine riporta disturbi alimentari contro l’1.2% dei maschi dimostrando, appunto, la maggiore prevalenza di questi disturbi nella popolazione femminile (Tafà et al., 2016). 

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, nella sua quinta edizione (DSM-5), inserisce l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da binge eating oltre ad altri disturbi di cui si parla molto poco ma che meriterebbero uguale attenzione.

L’anoressia nervosa

L’anoressia nervosa è caratterizzata da eccessiva perdita di peso data da restrizione alimentare con lo scopo di dimagrire. Il soggetto difficilmente ha consapevolezza della sua condizione tanto che, spesso, non ritiene necessari e urgenti gli interventi che vengono attuati.

Il focus è posto sull’immagine corporea, i pensieri legati al cibo, alla propria condizione fisica e al grado di insoddisfazione corporea sono intrusivi e pervasivi tanto da compromettere altre aree della vita come quella sociale e scolastica.

L’obiettivo è quello di raggiungere uno specifico peso corporeo che, solo idealmente, permetterà di sentirsi soddisfatti del proprio corpo e finalmente felici ma, quello che accade è che, una volta raggiunto, quel numero non basta più, e l’obiettivo si sposta, ancora più in basso.

Le condizioni mediche di chi soffre di questo disturbo sono spesso molto gravi con parametri vitali che risultano altamente compromessi e per i quali sono indispensabili cure mediche specifiche e immediate.

 

La bulimia nervosa

La bulimia nervosa è caratterizzata da abbuffate seguite da comportamenti compensatori come vomito autoindotto, abuso di lassativi o eccessiva attività fisica per sopperire i sensi di colpa derivanti dalla perdita di controllo che ha portato all’aver ingerito una grande quantità di cibo in un periodo di tempo molto limitato. Il soggetto che soffre di questo disturbo non presenta solitamente una condizione di sottopeso ma, come nell’anoressia nervosa, i parametri vitali possono essere compromessi.

Le abbuffate sono spesso la conseguenza di un periodo di eccessiva restrizione alimentare in cui il corpo è stato sottoposto a grande sofferenza e privato dei nutrienti necessari al suo corretto funzionamento; spesso, infatti, durante le abbuffate il soggetto mangia alimenti quali dolci, snack, patatine in sacchetto, panini (e altro) ovvero tutti alimenti dei quali, fino a quel momento, si era totalmente privato.

I sensi di colpa insorgono proprio in relazione a questo comportamento di totale perdita di controllo a cui, il più delle volte, il soggetto stesso fatica a dare (e comprendere) la motivazione e che quindi, lo porta a compensare per “togliersi di dosso” l’errore commesso.

 

Il binge eating

Anche il disturbo da binge eating è caratterizzato dalla presenza di abbuffate ricorrenti non seguite però, a differenza di quanto detto per il disturbo sopra descritto, da condotte eliminatorie.

Alla base dello scatenarsi delle abbuffate c’è, il più delle volte, grande malessere, solitudine e senso di vuoto interiore che può essere placato solo “riempiendolo con il cibo”; l’alimentarsi in relazione agli stati emotivi, usando il cibo come mezzo di consolazione o, al contrario, come premio prende il nome di emotional eating.

La perdita di controllo rende però difficile, al soggetto, rendersi conto di ciò che sta ingerendo in quell’arco di tempo tanto che, non è raro, non ricordi nemmeno come è iniziato, cosa è accaduto e di cosa, nel concreto, si è nutrito.

 

L’importanza dell’adolescenza

Disturbi del comportamento alimentare

 

I disturbi alimentari esordiscono, nella stragrande maggioranza dei casi, nell’adolescenza, all’incirca tra i 15 e i 19 anni, anche se recentemente, l’età di esordio è sempre più precoce, arrivando anche a sfiorare gli 11-12 anni.

L’adolescenza è considerata un’età di transizione dall’infanzia all’età adulta in cui avvengono numerosi cambiamenti sul piano bio-psico-sociale; i cambiamenti più significativi osservabili a livello fisico espongono inevitabilmente al confronto con gli altri e, al tempo stesso, alla ricerca della loro approvazione. L’aspetto fisico assume quindi un certo grado di importanza per cui il modo in cui si appare diviene il punto chiave su cui viene posta l’attenzione.

Il ruolo dei pari, ossia di coloro che condividono interessi, abitudini e valori simili ai nostri, è rilevante sia per quanto riguarda il processo di affermazione di sé e quindi, di conseguenza per la separazione dal nucleo familiare a cui, fino ad allora, si era saldamente legati, sia per quanto concerne la costruzione di costrutti come l’autostima, l’autoefficacia e la costruzione di un’immagine di sé coerente.

Come abbiamo anticipato poche righe sopra, l’adolescenza comporta il graduale distacco dal nucleo familiare e l’avvicinamento ai pari alla ricerca della definizione di sé come individuo con le proprie caratteristiche messe costantemente in discussione dal confronto con l’altro; questo processo influisce, per l’appunto, sulla costruzione della propria immagine, anche corporea.

Un’alterazione del modo in cui il soggetto si percepisce integrato al modo in cui crede gli altri lo vedano costituisce una delle molteplici cause alla base dell’emergere dei disturbi alimentari; altri elementi che caratterizzano questi disturbi sono, ad esempio, l’insoddisfazione corporea, l’internalizzazione degli ideali di bellezza trasmessi dalla società in cui si è inseriti e l’approccio a regimi alimentari restrittivi.

La tendenza ad avere una visione negativa di sé e del proprio corpo si traduce in uno stato d’animo altrettanto negativo caratterizzato da scarsa autostima, eccessiva preoccupazione e stress legati alla modalità in cui si appare o si pensa di apparire agli occhi degli altri. Si parla di disturbo da dismorfismo corporeo per indicare un’elevata preoccupazione manifestata attraverso pensieri, sentimenti e valutazioni relativi all’immagine corporea e riguardanti difetti non visibili o che appaiono minimi agli occhi degli altri; sono presenti infatti elevati livelli di attenzione focalizzata sul sé legati anche ad un comportamento di mirror gazing ossia la tendenza a specchiarsi insistentemente per controllare che il corpo non subisca modificazioni (Barnier & Collison, 2019). 

 

Nei prossimi articoli affronteremo più nel dettaglio questi argomenti, se vuoi approfondire ancora vai al nostro blog dove trovarai gli articoli delle nostre esperte dell’alimentazione sana.

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