Spedizione GRATUITA a partire da 40€
Precedente
Successivo

I dolcificanti: benefici e controindicazioni

Giorgia Attioli

Tabella dei Contenuti

I dolcificanti, o edulcoranti, sono sostanze utilizzate per addolcire gli alimenti o altri prodotti destinati all’uso orale.

Si distinguono in naturali ed artificiali, hanno un ridotto potere calorico e una capacità dolcificante superiore al classico zucchero da tavola (saccarosio).

Proprio per questo motivo, alcuni di loro, vengono scelti per rendere un prodotto più “light” ma allo stesso tempo gradevole al gusto.

Si sa, è difficile pensare alla linea e allo stesso tempo non rinunciare a dolci o a prodotti ricchi di zucchero. Con i dolcificanti si riesce bene o male a raggiungere il giusto compromesso.

 

dolcificanti commerciali

 

 

Dolcificanti naturali e polialcoli 

Appartengono a questa categoria i dolcificanti che troviamo spontaneamente in natura e sono dei validissimi sostituti dello zucchero bianco, sia per le loro proprietà benefiche che per il loro basso indice glicemico (lo zucchero bianco ha un indice glicemico pari a 100). Infatti sono indicati per coloro che soffrono di diabete.

Conosciamo alcuni di loro:

  • Fruttosio – indice glicemico: 20, in natura è lo zucchero della frutta, ha un indice glicemico basso e viene metabolizzato interamente dal fegato. Ciò comporta un notevole sovraccarico di quest’organo, e per questo bisogna farne un uso moderato.
  • Eritritolo – indice glicemico: 0. Naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati, ha zero calorie e un ottimo sapore privo di retrogusti.
  • Maltitolo- indice glicemico: 53. Lo troviamo in alcuni frutti e verdure. Ha un indice glicemico maggiore rispetto agli altri polialcoli ma ha il vantaggio di non avere un retrogusto spiacevole.
  • Sorbitolo – indice glicemico: 9. Il sorbitolo è presente in natura in diversi tipi di frutta, soprattutto in quella del sorbo da cui deriva il suo nome.
  • Zucchero di Cocco – indice glicemico: 35. Lo zucchero di cocco è uno zucchero naturale, estratto dalla linfa zuccherina che circola nella pianta del cocco, che viene raccolta e disidratata. Ha un indice glicemico inferiore allo zucchero comune anche se ha lo stesso numero di calorie. È una buona alternativa allo zucchero bianco, nella versione integrale o come nettare di cocco.
  • Miele – indice glicemico: 50-58, con variazioni. Il miele ha un indice glicemico variabile che dipende dal quantitativo di fruttosio del lotto specifico. Ha più calorie dello zucchero ma, in quanto più dolce, facilita l’uso di porzioni minori. Il miele è un alimento che si presta purtroppo a enormi sofisticazioni e dovremmo essere sempre sicuri che sia di provenienza biologica da produttori certificati e preferibilmente conosciuti. Non è un dolcificante vegan.
  • Stevia- indice glicemico: 0. La stevia è estratta dalle foglie di stevia rebaudiana, parte della famiglia di girasole. Ha pochissime calorie, un indice glicemico pari a zero ed i suoi composti attivi lo rendono circa 300 volte più dolce dello zucchero. Ecco perché dovrebbe essere dosata e utilizza in piccole quantità.
  • Xilitolo – indice glicemico: 13. Lo xilitolo deriva dalla corteccia della betulla. È un dolcificante granulato, bianco, facilmente solubile in acqua. Contiene circa il 40% in meno di calorie rispetto zucchero bianco comune. A causa del suo contenuto molto più basso di fruttosio, ha effetti mitigati sulla glicemia. Deve essere consumato con moderazione per evitarne gli scomodi effetti lassativi.
  • Lozucchero di canna integrale è anch’esso saccarosio ma è considerato una versione migliore in quanto ha un buon apporto di nutrienti e sali minerali, grazie al contenuto di melassa, di cui è fortemente carente lo zucchero bianco. Indubbiamente, se scegliamo di consumarlo, sarebbe bene orientarsi sullo zucchero di canna integrale (muscovado o panela), con aspetto sabbioso e mai cristallizzato.

 

Dolcificanti artificiali

Sono sostanze chimiche che possono essere usate in sostituzione dello zucchero per addolcire cibi e bevande, ma anche altri prodotti destinati all’uso orale, come per esempio il collutorio, gli integratori alimentari, i medicinali, e così via.

Hanno spesso un sapore molto simile a quello dello zucchero ma hanno un potere dolcificante molto superiore ad esso. Inoltre, i dolcificanti artificiali non apportano calorie oppure ne contengono pochissime rispetto al saccarosio.

Vediamone alcuni:

  • Saccarina: è il primo dolcificante di sintesi della storia. presenta un potere dolcificante quasi 450 volte superiore allo zucchero. Inoltre, si tratta di un edulcorante che non funge dasubstrato per i batteri presenti nel cavo orale e quindi non causa carie. Il consumo giornaliero consigliato di questa sostanza è pari a 5 mg/kg di peso corporeo.
  • Aspartame: edulcorante a basso tenore calorico ed è circa 200 volte più dolce dello zucchero.  La sua presenza negli alimenti deve essere riportata sull’etichetta con la sigla E seguita dal codice di riferimento (E951). L’aspartame, a differenza della saccarina, non è stabile né al calore né in ambienti acidi: ecco perché non può essere impiegato per prodotti cotti o destinati a una lunga conservazione. Nasce dall’unione di due amminoacidi normalmente presenti in diversi alimenti: l’acido L-aspartico e L-fenilalanina. Coloro che sono affetti da fenilchetonuria (mancanza di un enzima digestivo) devono evitare di utilizzarlo.
  • Acesulfame K: Ha un potere dolcificante che corrisponde a circa la metà di quello della saccarina. A differenza dell’aspartame, però, l’acesulfame K rimane stabile anche dopo trattamenti ad alta temperatura ed è pertanto utilizzabile per sostituire il comune zucchero negli alimenti che vengono sottoposti a processi di cottura o che devono essere conservati per molto tempo. In etichetta compare scritto con la sigla E950.
  • Sucralosio: lo possiamo riconoscere dalla sigla E955 in etichetta e ha un potere dolcificante elevatissimo, circa seicento volte più dello zucchero comune.

 

dolcificanti artificiali

 

I dolcificanti fanno male? 

L’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ha dichiarato che “se le dosi rimangono all’interno dei limiti dei fabbisogni calorici non sussistono rischi per la salute. I dolcificanti sono prodotti sicuri ma non salutari, cioè non migliorano il nostro stato di salute”.

I dolcificanti inizialmente sono stati scelti come ingrediente destinato a prodotti per diabetici grazie al loro bassissimo indice glicemico ma elevato potere dolcificante rispetto allo zucchero comune.

Successivamente hanno preso il sopravvento nella maggior parte dei prodotti in vendita poiché, appunto, abbassano il potere calorico degli alimenti ma allo stesso tempo lo rendono gradevole al gusto.

Certo, non è solo il sostituire lo zucchero con il dolcificante a farci perdere peso, è necessario anche modificare le nostre abitudini alimentari e fare attività fisica.

Gli aspetti negativi delln’utilizzo dei dolcificanti, a parte l’aspartame da evitare in caso di fenilchetonuria, è una possibile alterazione della flora intestinale in caso di consumo eccessivo e la continua abitudine al sapore dolce.

L’essere costantemente abituati a sapori dolci ci spinge a cercarne sempre di più quindi, si al loro utilizzo ma con moderazione.

 

 

Perchè fidarsi di quello che c'è scritto?

Gli articoli e tutte le informazioni che condividiamo sul nostro blog e sui nostri social sono prodotti da esperti del mondo alimentare. Nutrizionisti, biotecnologi alimentari, dietisti…

Ci impegniamo ogni giorno a divulgare informazioni attendibili sul mondo dell’alimentazione perchè crediamo davvero che possano aiutare chi li legge e dare spunti utili.