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olio di cocco

Proprietà, benefici e modi d’uso dell’olio di cocco

Giorgia Attioli

Tabella dei Contenuti

Negli ultimi anni con la diffusione sempre maggiore della cucina fit si sono diffuse innumerevoli alternative agli oli di uso comune in cucina: fra questi c’è questo quello dell’olio di cocco.

Oggi vediamo insieme tutte le caratteristiche di quest’olio, la differenza fra un prodotto raffinato e non e i mille usi in cucina che si possono fare con questo particolare ingrediente.

 

 

pianta dell'olio di cocco

 

 

Caratteristiche e proprietà dell’olio di cocco

L’olio di cocco si ricava dalla polpa bianca della noce di cocco essiccata tramite un processo di estrazione con pressatura che può essere o di tipo industriale, soggetta cioè a temperature più elevate (pratica diffusa ma dalla quale si ricava un olio di scarsa qualità) o biologico spremuto a freddo (metodo più delicato e di maggiore qualità), dalla quale si ricava circa il 60-70% di olio.

Fu introdotto per la prima volta in Gran Bretagna nel 1820 come burro vegetale e solo successivamente venne sfruttato per la produzione di saponi.

Il suo primo uso quindi possiamo dire è stato quello alimentare.

Oggi questo olio viene utilizzato sia in forma liquida (olio) che solida (burro) non solo in cucina ma anche nel campo della cosmesi.

Tra gli oli vegetali è quello che contiene una quantità minore di acidi grassi insaturi, mentre prevalgono quelli saturi (i grassi “cattivi”): questo spesso lo porta ad avere una cattiva reputazione agli occhi molte persone perché il consumo di grassi saturi porta ad un innalzamento del colesterolo nel sangue.

Tuttavia studi più recenti hanno dato risultati opposti scoprendo anche delle proprietà positive dell’olio di cocco.

Il cocco contiene sì acidi grassi saturi, ma ha anche un’elevata percentuale di grassi a catena media (MCFA), come ad esempio l’acido laurico che ne rappresenta la maggior parte.

Ma perché parliamo di grassi a catena media come un beneficio per l’olio di cocco?

Gli MCFA  hanno proprietà uniche per la salute:

  • sono assorbiti e metabolizzati molto facilmente dal fegato;
  • possono essere facilmente convertiti in corpi chetonici, un’importante fonte di energia alternativa per le cellule celebrali, per questo motivo risultano benefici per le persone che soffrono di deficit di memoria;
  • migliorano la gestione clinica, assieme a una dieta adeguata, di epilessie farmaco-resistenti;
  • migliorano il profilo nutrizionale di pazienti affetti da malassorbimento intestinale.

Come dicevamo, nell’olio di cocco c’è un’alta percentuale di acido laurico.

Questo grasso a catena media ha un’azione antimicrobica insieme alla monolaurina, ovvero composto chimico presente anche nel latte materno che ha notevoli proprietà non solo nella cosmetica ma anche in ambito farmacologico. 

Ha infatti proprietà antibatteriche, antivirali e antimicrobiche, caratteristica che la renderebbe utile nel trattamento di influenza, herpes ed altri tipi di infezione.

Alcuni studi hanno visto che l’acido laurico presente in abbondanza nel cocco è in grado di aumentare sì il colesterolo, ma quello buono (HDL) a discapito di quello cattivo (LDL). 

Influenza inoltre in maniera positiva il metabolismo dei grassi e ne aumenta l’ossidazione, così aumentando il dispendio energetico e il senso di sazietà, facilitando la perdita di peso. 

Il cocco è inoltre ricco di polifenoli con proprietà antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi. Ha poi azione antimicrobica, molte di queste molecole infatti agiscono da inibitori della crescita batterica, danneggiando le membrane delle cellule batteriche stesse.

 

olio di cocco produzione

 

 

La differenza fra olio di cocco raffinato e non

Passiamo ora ad analizzare un’altra importante differenza nelle varietà di olio di cocco.

Ci sono fondamentalmente due varietà principali di olio di cocco: “raffinata”, intesa come  versione trasformata e “non raffinata” che rappresenta l’olio di cocco puro.

Esistono diverse modalità di raffinazione: a vapore, la macinazione a secco, lo sbiancamento, la deodorizzazione etc.

Essenzialmente, la polpa viene essiccata, cotta e conservata per un periodo abbastanza lungo (circa 2 anni). 

L’olio raffinato ha un basso costo, non ha l’odore e il sapore tipico del cocco ed è ideale in cucina, nella cottura al forno e nella frittura.

La versione vergine, non raffinata, è sicuramente più costosa ma mantiene tutte le sue caratteristiche organolettiche, infatti è possibile apprezzarne il profumo e il sapore tipico, con un ottimo potere nutritivo grazie all’elevato contenuto di antiossidanti.

 

I diversi usi dell’olio di cocco

In cucina può essere utilizzato nella preparazione di molte pietanze, dolci o salate, in sostituzione del burro o dell’olio e grazie all’elevato punto di fumo, della versione raffinata, può essere utilizzato per la cottura ad alte temperature, al contrario di molti oli in commercio.

E’ possibile utilizzarlo anche a crudo in frullati o in succhi di frutta fatti a casa ad esempio.

Ma l’olio di cocco è così particolare che non viene utilizzato solo in cucina ma è ottimo anche per uso cosmetico, massaggi ed uso medicale.

Vi lasciamo qui un articolo utile per l’utilizzo dell’olio in cosmesi, perché in teisty ci piace prenderci cura a 360° del vostro benessere!

Nell’ambito della cosmesi, e quindi della bellezza corporea, applicato sul corpo sotto forma di creme ed unguenti esplica la sua azione lenitiva e nutriente, è un buon deodorante naturale e sui capelli ha azione riparatrice e rigenerante.

Insomma l’olio di cocco è davvero un ingrediente prezioso da avere nelle proprie dispense per tantissimi motivi, non lasciatevelo scappare.

Per questo abbiamo appena lanciato il nostro olio di cocco per farvi fare sempre scelte sane e gustose!

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