Come creare un'abitudine sana

Come creare un'abitudine sana

scritto da Michela Artuzzi (@psicologa.michela.artuzzi)

Nell’articolo pubblicato sul blog per il mese di luglio c’era stata l’occasione di trattare il tema dell’importanza del “riposo” per il corpo e la mente durante le vacanze estive; inoltre, nello stesso articolo vi avevo lasciato qualche idea su come recuperare le energie per ripartire al meglio una volta rientrati dalle vacanze.

Infatti, di rientro dalle vacanze estive che combacia, per la maggioranza di noi, con l’avvicinarsi del mese di settembre, la mente viaggia verso i “nuovi inizi”, i pensieri ritornano all’attività lavorativa o scolastica laddove era stata lasciata o, ancora, si è intenzionati a riprendere quelle abitudini che da tempo sono consolidate nella nostra routine quotidiana. Ma se vi dicessi che per alcuni il rientro è un’occasione per mettersi in gioco e trovare nuovi stimoli per sé e per la propria vita? Staccare la spina per alcune settimane, quando se ne ha la possibilità, è funzionale per corpo e mente, permette infatti di ricaricare le energie per ripartire con il piede giusto; ma, che cosa significa davvero “con il piede giusto”?

Nella realtà dei fatti ognuno di noi percepisce questa affermazione in modo differente e del tutto personale; come dicevo poco sopra c’è chi ritorna più carico e motivato alla vita di sempre e chi trova, nel rientro, un’opportunità per fare qualcosa di nuovo o un tentativo di mantenere un’abitudine consolidata quando la vita era meno frenetica e più libera da impegni quotidiani.

Come fare per consolidare un comportamento e renderlo abitudine?

Si dice che per rendere un comportamento un’abitudine siano necessari 21 giorni; secondo alcuni studi svolti da un chirurgo plastico, il dottor Maxwell Maltz, sarebbero infatti sufficienti 3 settimane per adattarsi ad un cambiamento fisico. Egli aveva osservato questo comportamento in un campione di suoi pazienti sottoposti ad interventi chirurgici come, ad esempio, l’amputazione di un braccio.

Ma è davvero così?

Partirei con il dire che per costruire un’abitudine, ovvero un comportamento automatizzato, è necessario considerare differenti fattori tra cui:

  • caratteristiche personali;
  • caratteristiche dell’abitudine;
  • numero potenzialmente illimitato di variabili che possono interferire nel processo.

Non si può infatti essere certi che ripetendo semplicemente un dato comportamento per 21 giorni esso poi venga automatizzato ma è necessario impegnarsi a fondo per la sua costruzione; avere un grande obiettivo, che nel nostro caso coincide con l’automatizzazione del comportamento ovvero con l’abitudine, è spesso controproducente perché visto come “troppo lontano” rispetto al momento presente in cui viene desiderato e pensato e molto faticoso da raggiungere.

Ecco perché sarebbe più opportuno e funzionale suddividere (anche se me piace avvalermi del termine “spezzettarlo” per rendere meglio l’idea) il macro-comportamento in comportamenti più piccoli e costanti che, ripetuti, permetteranno di costruire quello finale a cui miriamo. In tutto questo processo gioca un ruolo fondamentale la motivazione al cambiamento ossia la spinta alla base della nostra voglia di attuare un dato cambiamento; parte tutto da noi, da ciò che vogliamo e dalle forze che mettiamo in gioco per raggiungerlo.

Vi porto alcuni esempi per rendere più chiara l’idea.

Sovente mi accade di sentire affermazioni simili o identiche a quelle che vi riporto qui di seguito:

  • “Vorrei dimagrire ma non ci riesco, ho provato di tutto ma su di me non funziona niente”
  • “Ho provato a fare sport ma tanto il mio fisico non cambia, non sarò mai come desidero”

Solitamente affermazioni che riguardano il corpo e l’aspetto fisico comprendono termini assolutistici ed estremi come “ho provato tutto”, “non funziona niente”, “non sarò mai” che spesso fanno perdere le speranze e anche la voglia di iniziare ad impegnarsi in qualcosa che ci permetta di sentirci e vederci diverse o diversi; non solo, alimentando il senso di inadeguatezza e di autoefficacia della persona queste parole diventano “verità assoluta” per chi le pronuncia e solidamente radicate nei pensieri andando anche ad influire negativamente sulla propria autostima.

 

Ma quindi, come fare per attuare il cambiamento?

Riprendendo, come esempio, la prima delle due affermazioni scritte poco sopra vediamo da che cosa è costituito il processo volto al cambiamento del comportamento e quindi alla successiva costruzione di un’abitudine.

Innanzitutto, dovremmo fare attenzione al macro-comportamento, ad esempio “dimagrire” e analizzarlo nei suoi sottocomponenti ponendoci alcune domande fondamentali per noi, come:

  • Che significato attribuisco a tale termine “dimagrire”?
  • Da quando è nato in me tale desiderio che esprimo con il verbo “Volere”?
  • Perché sento la necessità di fare qualcosa per raggiungere quell’obiettivo?
  • Quali tentativi concreti ho attuato in precedenza che mi fanno dire di non avercela fatta?
  • Ho messo impegno per raggiungere quell’obiettivo?
  • e tutto ciò che per noi merita risposta.

Una volta stilata la lista delle domande essenziali che ci permette di pensare e pensarci rispetto al nostro modo di agire è necessario dare loro risposta chiara e sincera per poi “spezzettare” il macro-obiettivo in comportamenti più piccoli e più facili da attuare nel breve periodo; anche di questi stiliamone una lista esemplificativa per averli chiaramente osservabili:

  • Dimagrire = (scrivi tutti i significati che attribuisci a tale termine)
  • Rispetto a questo mio desiderio vorrei…
  • Le mie aspettative sono…
  • Voglio dimagrire perchè…
  • Sono giunta/o fin qua senza risultati ma ho provato a…
  • Sì, mi sono impegnata/o perché…
  • No, non mi sono impegnata/o perché…

Una volta giunti fin qui, è il momento di capire come procedere; la strada ci porta ora a stabilire i nostri micro-comportamenti che, se ripetuti con impegno, costanza e pazienza, stando nel processo e non focalizzandoci solo al risultato, ci permetteranno, ognuno con il proprio tempo di raggiungere il comportamento desiderato.

Proprio perché di lavoro faccio domande e non do risposte, da qui in poi qualsiasi mia parola o affermazione può essere fonte di suggestione e può influenzarti nell’analisi di te stessa/o e dei tuoi comportamenti; per questo mi limito a suggerirti di stilare una lista di comportamenti che ritieni più opportuni per te, considerando il tuo stile di vita e le tue possibilità e risorse.

Una volta fatto ciò, ti invito ad indirizzare le tue energie nella realizzazione di questi comportamenti, uno per volta, senza fretta; quando noterai che un dato comportamento ovvero un piccolo pezzo del puzzle si è consolidato nella tua vita potrai passare al successivo, giungendo quindi a completare il quadro e alla consolidazione dell’abitudine de te inizialmente pensata e desiderata.

Mi piacerebbe lasciarti con una riflessione ovvero di non paragonare la tua strada e il tuo percorso a quelli di nessun altro, tu sei tu, con i tuoi tempi, le tue forze, i tuoi inciampi e le tue riprese.

Segui soltanto il tuo ritmo.

 

…Nei prossimi articoli affronteremo più nel dettaglio questi argomenti, se vuoi approfondire ancora vai al nostro blog dove trovarai gli articoli delle nostre esperte dell’alimentazione sana. Seguici su Instagram o sul nostro ricettario online per avere tante ricette sane e gustose.

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